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Perché questo libro?

Scrivere un libro è un ottimo modo per condensare esperienze e riflessioni in quello che ha l’ambizione di diventare il proprio punto di vista su una materia articolata: il confine sfumato tra innovazione digitale e sviluppo umano.
Anche se lavoro sul campo accanto a sviluppatori e aziende, rimango pur sempre un umanista, per cui ho pensato di eludere per quanto possibile i tecnicismi e concentrarmi su una visione multidisciplinare e narrativa.

Parlo di dimensioni parallele, realizzabili grazie a particolari discipline che chiamiamo realtà aumentata e realtà virtuale. Pratiche che esistono da molto tempo in forme diverse, e chissà dove ci porteranno.
Il modo in cui concepiamo e utilizziamo la tecnologia definisce la rotta della nostra evoluzione, quindi conviene porci attenzione.

Gli obiettivi del libro sono due:
1) diffondere un pezzettino di cultura digitale nelle imprese e nella società;
2) aiutare manager, imprenditori, professionisti e studenti a scoprire e applicare le tecnologie immersive in maniera creativa ed efficace.
E poi volendo ce n’è un terzo, che è il più difficile: offrire agli appassionati di innovazione un testo piacevole da leggere, da qualunque settore essi provengano o siano diretti.

Dunque, se hai il libro clicca sui singoli capitoli qua sotto per accedere ai contenuti aggiuntivi. Se un capitolo non è cliccabile, significa che non ci sono ancora contenuti.

Indice

1 – La realtà aumentata è come un panino
2 – Il teatro del sogno
3 – Virtuality is the new black
4 – La grande storia dell’immersività
5 – Visioni e pre-visioni
6 – Adesso ci credo, l’ho visto con i tuoi occhi
7 – La cultura, la bellezza, l’arte
8 – Professione virtual reporter
9 – Come dentro così fuori
10 – Se fa vomitare, non è bello
11 – La valle sconcertante e le sorgenti del sé
12 – Animali ultrasociali
13 – Si, ma con questa roba si fanno i soldi oppure no?
14 – L’impiattamento
15 – No haptic, no party
16 – Il paese dei balocchi