Tecnica e competenza: la sostanziale differenza

Luigi ha un problema: deve ritingere il bagno di casa. Le pareti sono macchiate e il colore è sempre quello che scelse sua nonna nel ’46.
Nella sua mente appare l’immagine di un pennello e di un barattolo di vernice e pensa di avere bisogno di qualcuno che passi la vernice in maniera uniforme sulle pareti, al posto suo e meglio di lui.

-> Decide quindi di contattare un imbianchino.

Monica è una giovane marketer a cui è stato chiesto di sviluppare un e-commerce. Lei si occuperà della comunicazione ma non sa programmare. Nella sua testa appare l’immagine di una persona che scrive codice al pc dando vita al sito che le serve.

->Decide di cercare un programmatore.

Entrambi stanno commettendo un errore che potrebbe compromettere drasticamente la qualità del lavoro da fare. Quale?

Per rispondere occorre capire la differenza tra tecnica e competenza.

La tecnica permette di eseguire operazioni più o meno specialistiche.
La competenza presuppone che si conosca a fondo il proprio dominio, ovvero che ci si sappia muovere in un particolare campo o settore.

Allora chiediamoci sempre se la risorsa di cui abbiamo bisogno, oltre a saper svolgere tecnicamente una mansione possiede anche la competenza necessaria a valutare lo scenario complessivo.

L’altro passaggio da fare è individuare il grado di complessità del lavoro da svolgere.
Tingere una parete non è solo passare della vernice con un pennello.

Senza competenza possono verificarsi vari errori, quali:

  • sbagliare tipo di vernice rispetto all’ambiente (il bagno è umido!)
  • sbagliare il tipo di vernice rispetto al tipo di fondo o di intonaco (così da trovarsi in poche settimane con il lavoro completamente da rifare)
  • utilizzare prodotti poco sani o attenti all’ambiente (trattandosi di prodotti chimici)
  • sbagliare nella scelta del punto di colore (perché dalla carta alla parete può cambiare molto)

Per un e-commerce che abbia l’ambizione di vendere abbiamo altri tipi di problemi:

  • non basta tirare sù le pagine, si deve padroneggiare UX e UI
  • si devono integrare sistemi di tracciamento dei dati
  • si deve saper indicizzare il sito (SEO)
  • si deve sviluppare un progetto coerente
  • si deve pensare ai costi e alla facilità di mantenimento ed evoluzione

L’errore di Luigi e Monica è quindi a monte, in una rappresentazione parziale e superficiale del proprio bisogno e delle risorse che dovrebbero soddisfarlo.

Luigi avrebbe dovuto preoccuparsi di individuare un imbianchino che fosse anche molto competente, o gli avrebbe dovuto affiancare competenze complementari, ad esempio quelle di un muratore esperto.

Monica avrebbe dovuto capire che non le serve un solo programmatore, ma almeno due/tre figure che lavorando insieme riescano a coprire i molti aspetti che rendono efficiente un sito di vendita online.

L’iper semplificazione, va detto, deriva quasi sempre dalla mancanza di conoscenza del committente stesso. Luigi non conosce le insidie di un bagno e Monica è probabilmente al suo primo lavoro di questo tipo. Ma in molti campi, come quello delle nuove tecnologie, anche manager con anni di esperienza possono non avere una adeguata competenza di dominio.

In questo caso, la semplice presa di consapevolezza dei propri limiti strategici e progettuali è sufficiente ad accendere un campanello di allarme. Nel dubbio, molto meglio affidarsi a una persona in grado di rappresentare adeguatamente il progetto e fare una stima corretta delle risorse, degli sforzi necessari e dei rischi. Certo, vorrà essere pagata, ma chiediamoci se tale costo sia inferiore a quello dei rischi o dei danni di un progetto mal calibrato. Vale quasi sempre la pena!

In progetti particolarmente complessi questa stessa tipologia di consulente può fungere anche da project manager (o esserlo in partenza), garantendo il raggiungimento degli obiettivi in termini di qualità, tempi e costi.

In questo modo avremo costruito un gruppo di lavoro equilibrato e completo, ed eviteremo intoppi e brutte sorprese.

Ora probabilmente ti starai chiedendo: “ma al di là di tutto, un imbianchino non dovrebbe sempre avere competenza? Non è sempre in grado di identificare la giusta pittura per ogni tipo di ambiente e di parete?”
Ti assicuro di no, e se vuoi posso mandarti le foto del mio bagno. La storia che ha ispirato questo post è infatti tristemente autobiografica 😅.

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L’autore

Io sono Antonio Laudazi, da oltre 10 anni anni mi occupo di strategia, innovazione, cultura organizzativa e management.
Lavoro come consulente strategico e formatore, aiutando professionisti e aziende a migliorare la qualità delle proprie azioni.
Sono poi autore del libro “Niente sarà più come prima”, (Dario Flaccovio Editore), docente e formatore su tecnologie innovative e project management.

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